Storia del museo
Medioevo e rinascimento in un’unica fornace
La storia del nostro museo inizia con quella della nostra casa in Via della Cava 6. Un edificio del XII secolo nel quartiere medievale dai cui piani sotterranei è emerso l’incredibile ritrovamento che oggi potete ammirare. Si tratta dell’unica fornace del quattrocento ancora intatta esistente in Italia, e forse nel mondo, destinata alla cottura di maioliche. Più che una bottega artigianale una vera e propria fabbrica industriale con pezzi sia unici che seriali.
Parte di questo prezioso pezzo di storia (notificata dallo Stato per la sua eccezionale importanza storica ed artistica) è stata a disposizione del pubblico per circa quindici anni in una sezione dei nostri localidi via della Cava dove esercitavamo l’attività di antiquariato e restauro. Della collezione di maioliche medievali e rinascimentali ne hanno, nel tempo, usufruito sia privati per trarne copie commerciali, sia enti pubblici per rappresentare la città in mostre locali, nazionali ed internazionali. Inoltre, hanno beneficiato della mostra permanente le scuole di tutti i livelli, le università italiane e straniere e le migliaia di visitatori più o meno occasionali.
Fino a poco tempo fa abbiamo potuto offrire tutto questo come promozione dell’attività e conseguente ritorno d’immagine. Oggi, forti di un ulteriore grande lavoro di raccolta, restauro e recupero degli spazi, abbiamo avviato un percorso che ci ha portato a realizzare un vero e proprio museo di circa quattrocento metri quadrati dove esporre l’intera collezione.
Un percorso che risponde compiutamente al decreto di notifica della collezione e che facilita, di conseguenza, l’accesso a studiosi e interessati a qualsiasi titolo.
Il Museo della ceramica orvietana medievale e rinascimentale è il museo che mancava alla città. Nota per la sua tradizione ceramica, Orvieto non disponeva a tutt’oggi di un museo specializzato in tale settore e la collezione Marco Marino colma questa grave lacuna.
Abbiamo sostenuto privatamente tutte le spese senza usufruire di alcun contributo pubblico sapendo che gli ideali, a volte o quasi sempre, possono avere costi elevati.
Marco Marino
Luisa Bentivogli





