La Collezione Marco Marino
Insospettate produzioni autoctone.
Formata prevalentemente dagli scarti di due fornaci operanti in via della Cava dalla seconda metà del trecento fino ad oltre la metà del cinquecento ed arricchita con maioliche aventi legami con le due fornaci, la collezione ha lo straordinario valore di ricondurre alla città di Orvieto produzioni che si ritenevano non autoctone.
Fino a questi ritrovamenti, documentati e notificati per la loro eccezionale importanza storica, la conoscenza della produzione orvietana si fermava alla fine del trecento e veniva considerato, pertanto, di importazione ogni reperto di epoca successiva al periodo arcaico. Ciò nonostante la dovizia di maioliche del quattrocento e del cinquecento ritrovate in Orvieto avrebbe suggerito maggiore prudenza in tali attribuzioni.





